Stemma del Comune di Campegine

Corte Valle Re

 
 
 
A sud-est del territorio, in prossimità del confine con il Comune di Reggio Emilia, troviamo Valle Re, vasto possedimento di terreni e fabbricati. Il complesso architettonico della corte fu edificato sulle rovine del castello medioevale detto della "Montanara", nel luogo dove sgorgano le acque naturali dei fontanili, dichiarato Riserva Naturale dalla Regione Emilia-Romagna, nel 1992.
 
Le prime notizie storiche della Valle risalgono al secolo XV, al tempo di proprietà  dei signori Da Correggio. Tra i secoli XVII–XVIII,  la Valle appartenne ad importanti famiglie nobili reggiane, tra le quali:  i Guidotti,  che la cedettero nel 1724 al conte Antonio Re, i cui eredi, fra cui il figlio Filippo (1763-1817), celebre agronomo, ne conservarono il possesso fino al 1790, per cederla poi ad una nobile famiglia ebrea di Reggio Emilia, i conti Levi.
Su questa vasta tenuta si sono succedute famiglie patriarcali, generazioni di mezzadri, dedite alla coltura dei campi,  dei cereali, tra cui il riso che ben si addiceva a questi terreni ricchi d’acqua.
Di qualità era il bestiame allevato, che mieteva allori all’importante fiera espositiva di settembre a Campegine per i suoi capi selezionati di razza rossa reggiana, le cui vaccine fornivano latte di qualità che consentiva di ottenere un formaggio grana tra i migliori della zona. Valle Re ospitava anche alcune famiglie di falegnami, cavallari, casari e mugnai che conferivano un alto grado di autosufficienza a tutta la comunità; le stesse funzioni religiose si svolgevano nell’oratorio del luogo.
 
La corte era il centro di un abitato costituito da case coloniche, mulino, caseificio e fabbricerie, la cui superficie andava ben oltre quella delimitata dall’attuale Riserva Naturale. Oggi, le tracce dell’antico paesaggio agrario ed architettonico sono ormai molto labili, difatti la Valle si presenta priva di piantumazione e delle culture tradizionali e gran parte delle case coloniche sono state abbattute: restano le abitazioni dei podere Catena, all’ingresso della tenuta e del podere Cabassa, sulla strada bianca che conduce al vecchio mulino, posto nel punto in cui il cavo Rubino si immette nel cavo Cava.
 
Il complesso architettonico della corte, attualmente un stato di decadimento, è costituito da quattro costruzioni: verso sud si innalza un lungo fabbricato sormontato da una torretta, all’interno del quale erano situati l’oratorio, i magazzini  e le misere dimore delle numerose famiglie dei braccianti agricoli. Quasi al centro del complesso edilizio si innalza l’edificio padronale che ingloba probabilmente l’antico "casino della Valle", come appare su mappe e documenti tardo medioevali. I due fabbricati adiacenti la palazzina padronale, verso ovest e verso est, erano invece adibiti a stalle e fienili: si tratta di edifici di interesse storico-architettonico in quanto realizzati con materiali e tecniche non più in uso, la cui ricostruzione è databile alla seconda metà del XVIII sec. L’Oratorio dedicato alla Beata Vergine, raffigurata sulla pala del piccolo altare, ricco di mobilio d’epoca, di ex voto che richiamavano alla memoria episodi di vita accaduti nella Valle, è stato ignobilmente distrutto  e depredato, dopo che per lunghi anni, aveva accolto le preghiere di quelle umili famiglie di mezzadri che in questo luogo trascorsero la loro tribolata esistenza.
 
 
 
I fontanili
I terreni della Valle sono inclusi in una fascia pressoché continua, che si estende anche sui territori dei comuni limitrofi, compresa tra il corso del torrente Crostolo e la sponda sinistra dell’Enza, caratterizzata dal fenomeno dei fontanili. In questa sorta di cerniera che collega l’alta e la media pianura, la presenza di argille impermeabili obbliga le abbondanti acque sotterranee a fuoriuscire dal terreno, dando luogo a numerose sorgenti naturali. Le acque dei fontanili sono caratterizzate da elevata limpidezza, temperatura costante e grande purezza. Nella zona di Valle Re sono state censite oltre 20 bocche attive di fontanili. La macchia che tuttora le circonda segnala al visitatore la loro principale presenza sul lato di ponente dell’antica corte, su cui si snoda il percorso della riserva naturale.

Provenendo dal centro urbano di Campegine, la corte e la riserva naturale si raggiungono percorrendo via  F. Cavatorti ed imboccando, dopo il cavalcavia dell’autostrada del Sole, la laterale a sinistra che conduce direttamente al parcheggio antistante l’ingresso della riserva.
(testo di Giovanni Cagnolati)
 
Ultimo aggiornamento: 15/12/09