Stemma del Comune di Campegine

Forme speciali di vendita

 
SPACCI INTERNI
 

La vendita di prodotti a favore dei dipendenti di enti o imprese, pubblici o privati, di militari, di soci di cooperative di consumo, di aderenti a circoli privati, nonché la vendita nelle scuole e negli ospedali esclusivamente a favore di coloro che hanno titolo ad accedervi è soggetta ad apposita Comunicazione (Mod. COM 4) al Comune competente per territorio e deve essere effettuata in locali non aperti al pubblico, che non abbiano accesso dalla pubblica via ed in possesso del certificato di agibilità.

Nella  comunicazione deve essere dichiarata:

 A) la sussistenza del possesso dei requisiti morali (di cui all’art. 5 – commi 2 e 4 del D. Lgs.vo n. 114/98 e all’art. 10 della L. 575/65 e sue successive modifiche ed integrazioni (cosiddetta “normativa antimafia) ed - in caso di vendita dei prodotti del settore merceologico alimentare - dei requisiti professionali di cui all’art. 5 – comma 5 – del D. Lgs.vo n. 114/98, art. 6 della L.R. n. 14/2003 e Delibera G.R. n. 1825/2003

 B) il rispetto delle norme in materia di idoneità dei locali,  il settore merceologico, l’ubicazione e la superficie di vendita e la persona preposta alla gestione della spaccio.
 
L’attività può essere iniziata decorsi 30 giorni dal ricevimento del modello COM 4.

Nel caso di vendita di prodotti alimentari deve essere presentata, contestualmente al modello ministeriale previsto per l’attività di vendita, la DIA (Denuncia Inizio Attività) prevista dalla Delibera Giunta Regionale n. 970 del 02.07.2007 e dalla Determinazione Dirigenziale n. 9746 del 26.07.2007 del Responsabile Servizio Veterinario ed Igiene degli Alimenti della Regione Emilia Romagna.
 

Riferimenti normativi

D. Lgs.vo 31 marzo 1988 n. 114 “Riforma della disciplina relativa al settore del commercio, a norma dell’articolo 4, comma 4, della Legge 15 marzo 1997 n. 59” – Art. 16
L.R. 26 luglio 2003 n. 14 “Disciplina dell’esercizio delle attività di somministrazione di alimenti e bevande” articolo 6, comma 2/a
Delibera Giunta Regionale Emilia-Romagna 22 settembre 2003 n. 1825 “Fissazione dei requisiti ai fini dell’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande ai sensi dell’art. 6, commi 2 e 4 della L.R. n. 14/2003”


 
APPARECCHI AUTOMATICI
 
 
La vendita dei prodotti al dettaglio per mezzo di apparecchi  automatici  è  soggetta  ad  apposita Comunicazione (COM 5) al Comune competente per territorio.

Nella  comunicazione deve essere dichiarata:

 A) la sussistenza del possesso dei requisiti morali (di cui all’art. 5 – commi 2 e 4 del D. Lgs.vo n. 114/98 e all’art. 10 della L. 575/65 e sue successive modifiche ed integrazioni (cosiddetta “normativa antimafia) ed - in caso di vendita dei prodotti del settore merceologico alimentare - dei requisiti professionali di cui all’art. 5 – comma 5 – del D. Lgs.vo n. 114/98, art. 6 della L.R. n. 14/2003 e Delibera G.R. n. 1825/2003

 B) il settore merceologico, l’ubicazione nonché, se l’apparecchio viene installato su area pubblica, l’osservanza delle norme sull’occupazione del suolo pubblico.

L’attività può essere iniziata decorsi 30 giorni dal ricevimento del modello COM 5.
Non è soggetta a comunicazione ogni nuova installazione o modifica di apparecchio  in una struttura già a conoscenza del Comune
La vendita mediante apparecchi automatici effettuata in apposito locale ad esso adibito in modo esclusivo è soggetta alle medesime disposizioni concernenti l’apertura di un esercizio di vicinato.


Riferimenti normativi


D. Lgs.vo 31 marzo 1988 n. 114 “Riforma della disciplina relativa al settore del commercio, a norma dell’articolo 4, comma 4, della Legge 15 marzo 1997 n. 59” – Art. 17
L.R. 26 luglio 2003 n. 14 “Disciplina dell’esercizio delle attività di somministrazione di alimenti e bevande” articolo 6, comma 2/a
Delibera Giunta Regionale Emilia-Romagna 22 settembre 2003 n. 1825 “Fissazione dei requisiti ai fini dell’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande ai sensi dell’art. 6, commi 2 e 4 della L.R. n. 14/2003”


 
 
VENDITA PER CORRISPONDENZA, TELEVISIONE O ALTRI SISTEMI DI COMUNICAZIONE


La vendita al dettaglio per corrispondenza o tramite televisione o altri sistemi di comunicazione è soggetta ad apposita Comunicazione (COM 6) al Comune  nel quale l’esercente ha la residenza se trattasi di persona fisica o sede legale in caso di Società.
 
Nella  comunicazione deve essere dichiarata:

 A) la sussistenza del possesso dei requisiti morali (di cui all’art. 5 – commi 2 e 4 del D. Lgs.vo n. 114/98 e all’art. 10 della L. 575/65 e sue successive modifiche ed integrazioni (cosiddetta “normativa antimafia) ed - in caso di vendita dei prodotti del settore merceologico alimentare - dei requisiti professionali di cui all’art. 5 – comma 5 – del D. Lgs.vo n. 114/98, art. 6 della L.R. n. 14/2003 e Delibera G.R. n. 1825/2003

 B) il settore merceologico, l’indirizzo dell’attività.

 L’attività può essere iniziata decorsi 30 giorni dal ricevimento del modello COM 6.


E’ vietato inviare prodotti al consumatore se non a seguito di specifica richiesta. E’ consentito l’invio di campioni di prodotti o di omaggi senza spese o vincoli  per il consumatore.

Nel caso in cui le operazioni di vendita siano effettuate tramite televisione, l’emittente televisiva deve accertare – prima della messa in onda – che il titolare dell’attività sia in possesso dei requisiti prescritti dal D. Lgs.vo n. 114/98 per la vendita al dettaglio. Durante la trasmissione devono essere indicati il nome e la denominazione o la ragione sociale e la sede del venditore, il numero di iscrizione al Registro Imprese ed il Numero di Partita IVA.
Agli organi di vigilanza è consentito il libero accesso al locale indicato come sede del venditore.

Chi effettua le vendite tramite televisione per conto terzi deve essere in possesso della Licenza prevista dall’art. 115 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza approvato con R.D. n. 773 del 18.06.1931.

Sono vietate le vendite all’asta realizzate per mezzo della televisione o altri sistemi di comunicazione.

Alla presente tipologia di vendita  si applicano inoltre le disposizioni di cui al Decreto Lgs.vo 15.01.1992 n. 50 in materia di contratti negoziati fuori dei locali commerciali.
 

Riferimenti normativi


D. Lgs.vo 31 marzo 1988 n. 114 “Riforma della disciplina relativa al settore del commercio, a norma dell’articolo 4, comma 4, della Legge 15 marzo 1997 n. 59” – Art. 18
L.R. 26 luglio 2003 n. 14 “Disciplina dell’esercizio delle attività di somministrazione di alimenti e bevande” articolo 6, comma 2/a
Delibera Giunta Regionale Emilia-Romagna 22 settembre 2003 n. 1825 “Fissazione dei requisiti ai fini dell’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande ai sensi dell’art. 6, commi 2 e 4 della L.R. n. 14/2003”


 
VENDITE EFFETTUATE PRESSO IL DOMICILIO DEI CONSUMATORI
 
 
La vendita al dettaglio o la raccolta di ordinativi di acquisto presso il domicilio dei consumatori  è soggetta ad apposita Comunicazione (COM 7) al Comune  nel quale l’esercente ha la residenza - se trattasi di persona fisica -  o sede legale in caso di Società
 
Nella  comunicazione deve essere dichiarata:

 A) la sussistenza del possesso dei requisiti morali (di cui all’art. 5 – commi 2 e 4 del D. Lgs.vo n. 114/98 e all’art. 10 della L. 575/65 e sue successive modifiche ed integrazioni (cosiddetta “normativa antimafia) ed - in caso di vendita dei prodotti del settore merceologico alimentare - dei requisiti professionali di cui all’art. 5 – comma 5 – del D. Lgs.vo n. 114/98, art. 6 della L.R. n. 14/2003 e Delibera G.R. n. 1825/2003

 B) il settore merceologico, l’oggetto della comunicazione e l’indirizzo dell’attività.

 L’attività può essere iniziata decorsi 30 giorni dal ricevimento del modello COM 7.

Il soggetto che intende avvalersi per l’esercizio dell’attività di incaricati, ne comunica l’elenco all’Autorità di Pubblica Sicurezza del luogo nel quale ha la residenza o, in caso di società, la sede legale e risponde agli effetti civili dell’attività dei medesimi. Gli incaricati devono essere in possesso dei requisiti previsto dall’art. 5, comma 2, del D. Lgs.vo n. 114/98 (requisiti morali)
Il tesserino di riconoscimento  deve essere numerato e aggiornato annualmente, deve contenere le generalità e la fotografia dell’incaricato, l’indicazione a stampa della sede e dei prodotti oggetto dell’attività dell’impresa stessa, e la firma di quest’ultimo e deve essere esposto in modo visibile durante le operazioni di vendita.
Il tesserino di riconoscimento è obbligatorio anche per l’imprenditore che effettua personalmente le operazioni di vendita.

Alla presente tipologia di vendita  si applicano inoltre le disposizioni di cui al Decreto Lgs.vo 15.01.1992 n. 50 in materia di contratti negoziati fuori dei locali commerciali.
 
 
Riferimenti normativi


D. Lgs.vo 31 marzo 1988 n. 114 “Riforma della disciplina relativa al settore del commercio, a norma dell’articolo 4, comma 4, della Legge 15 marzo 1997 n. 59” – Art. 19
L.R. 26 luglio 2003 n. 14 “Disciplina dell’esercizio delle attività di somministrazione di alimenti e bevande” articolo 6, comma 2/a
Delibera Giunta Regionale Emilia-Romagna 22 settembre 2003 n. 1825 “Fissazione dei requisiti ai fini dell’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande ai sensi dell’art. 6, commi 2 e 4 della L.R. n. 14/2003”



COMMERCIO ELETTRONICO


Il commercio elettronico deve intendersi come attività di commercializzazione di beni materiali e si applica unicamente agli operatori che svolgono attività di acquisto per la rivendita al consumatore finale.
Tale normativa non viene pertanto applicata alla figura degli intermediari.

Il commercio elettronico è soggetta ad apposita Comunicazione (COM 6 Bis) da presentare al Comune  nel quale l’esercente ha la residenza - se trattasi di persone fisica -  o sede legale in caso di Società.
 
Nella  comunicazione deve essere dichiarata:

 A) la sussistenza del possesso dei requisiti morali (di cui all’art. 5 – commi 2 e 4 del D. Lgs.vo n. 114/98 e all’art. 10 della L. 575/65 e sue successive modifiche ed integrazioni (cosiddetta “normativa antimafia) ed - in caso di vendita dei prodotti del settore merceologico alimentare - dei requisiti professionali di cui all’art. 5 – comma 5 – del D. Lgs.vo n. 114/98, art. 6 della L.R. n. 14/2003 e Delibera G.R. n. 1825/2003

 B) il settore merceologico, l’indirizzo dell’attività, l’indicazione del deposito merci e del sito web.

L’attività può essere iniziata decorsi 30 giorni dal ricevimento del modello COM 6 Bis.

E’ vietato inviare prodotti al consumatore se non a seguito di specifica richiesta. E’ consentito l’invio di campioni di prodotti o di omaggi senza spese o vincoli  per il consumatore.


Riferimenti normativi


D. Lgs.vo 31 marzo 1988 n. 114 “Riforma della disciplina relativa al settore del commercio, a norma dell’articolo 4, comma 4, della Legge 15 marzo 1997 n. 59” – Artt. 18 e 21
L.R. 26 luglio 2003 n. 14 “Disciplina dell’esercizio delle attività di somministrazione di alimenti e bevande” articolo 6, comma 2/a
Delibera Giunta Regionale Emilia-Romagna 22 settembre 2003 n. 1825 “Fissazione dei requisiti ai fini dell’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande ai sensi dell’art. 6, commi 2 e 4 della L.R. n. 14/2003”

 

Ultimo aggiornamento: 06/12/08